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La morte del cittadino straniero in Italia

Spiegata dall’avvocato Iacopo maria pitorri

Nel momento in cui si verifica il decesso di un cittadino straniero, in Italia, spiega l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, conseguentemente si ha l’apertura della sua successione.

La differente nazionalità, tuttavia, crea sovente dubbi e perplessità in merito alla disciplina da applicare, per la devoluzione dei beni del de cuius, tanto situati in Italia, che all’estero.

In ambito successorio di stranieri trovano applicazione gli articoli 46 e seguenti della legge 218/1995, oltre al regolamento UE n.650/2012 in materia di successioni e di creazione di un certificato successorio europeo (che si applica alle persone decedute dopo il 17 agosto 2015).

La successione internazionale, rappresenta l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri prevede senz’altro una dettagliata analisi legale delle norme degli Stati coinvolti. Non di rado, le leggi dei vari Paesi sono in conflitto tra loro. Occorre, dunque, capire quale sia la legge applicabile al testamento, all’individuazione di eredi e di quote, alla divisione ereditaria. E quale sia il giudice competente a conoscere una eventuale controversia.

Specifica l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri che il Regolamento UE si applica a tutti i Paesi dell’UE, ad eccezione del Regno Unito, Irlanda e Danimarca. Questi tre Paesi continueranno ad applicare il loro diritto nazionale alla successione internazionale. Gli altri Paesi dell’UE dovranno, pertanto, applicare, nei loro confronti, le loro norme nazionali.

Il Regolamento non ha abrogato le varie normative dei singoli Paesi, ma, nel caso fossero incompatibili con esso, le rende non applicabili.

L’art. 46 della L. 218/1995, chiarisce l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, dispone che “a successione per causa di morte è regolata dalla legge nazionale del soggetto della cui eredità si tratta al momento della morte”. Ne deriva che il criterio generale sia quello legato alla legge nazionale. La stessa legge, pertanto, stabilisce anche i criteri che regolano i vari aspetti della successione.
Il Regolamento europeo, invece, dispone (all’art. 4) che “sono competenti a decidere sull’intera successione gli organi giurisdizionali dello Stato in cui il defunto aveva la residenza abituale, al momento della morte”, secondo il più generale criterio internazionalprivatistico dell’ultima residenza o domicilio abituale.

Il Regolamento dell’Unione Europea, conclude l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, è sicuramente sorto con un obiettivo preciso: dare certezza ed uniformità di trattamento ai cittadini appartenenti agli Stati firmatari, in una materia complessa come le successioni.

                                                                   

                                                                                          Avvocato Iacopo Maria Pitorri