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La successione internazionale

 

Spiegata dall’avvocato Iacopo maria pitorri

Dal 17 agosto 2015, spiega l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, non vi sono più dubbi, per chi vive e opera nell’Unione Europea, su quale sia la legge applicabile alla successione mortis causa.

Immaginando, per citare un esempio, un cittadino tedesco residente abitualmente in Italia, il quale lasci la moglie, francese, sposata in Spagna, e due figli (nato in Russia ma residente in Messico, uno, e nato in Inghilterra, ma residente in Serbia, l’altro), la cui eredità sia composta da un conto corrente in una banca dell’Olanda, da una casa in Francia e da azioni di una società del Canada, si va incontro ad una serie di problematiche che, certamente, appaiono insormontabili. La “internazionalità” di una successione come quella appena esemplificata, fino al 16 agosto 2015, poteva in effetti dar luogo a un’inestricabile conflitto tra i giudici dei vari Paesi coinvolti (per ragioni soggettive o oggettive) da questa successione, atteso che ciascuno di essi avrebbe, individualmente, applicato ad essa le regole del proprio diritto interno dettate per casi del genere.

Il 17 agosto 2015, tuttavia, volendo fornire di una certa omogeneità la disciplina, è entrato in vigore il Regolamento n. 615/2012, le cui norme, da tale data, costituiscono il diritto internazionale privato, uniforme, delle successioni a causa di morte in tutti i Paesi UE (tranne Inghilterra, Irlanda e Danimarca, i quali continueranno a utilizzare le proprie norme di diritto internazionale privato). Il Regolamento n. 615/2012, in buona sostanza, spiega l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, detta il diritto internazionale privato dell’UE in materia di successione mortis causa. Contiene (non le regole che disciplinano concretamente una data devoluzione ereditaria) le regole in base alle quali si stabilisce di quale Paese sia la legge che deve disciplinare una data successione mortis causa. Individua, cioè, la legge applicabile ad un determinato rapporto, in base ai preposti principi di diritto internazionale privato (che è designata dai giuristi come la “legge materiale” di quel dato rapporto). In altri termini, la legge di “diritto internazionale privato” designa la “legge materiale” concretamente applicabile a una certa vicenda giuridica; la “legge materiale” è quella vigente nel Paese che viene indicato dalle norme di “diritto internazionale privato” come il Paese la cui legislazione è quella applicabile ad un certo rapporto.

Rammenta l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri che ciascun Paese ha una propria legge di diritto internazionale privato. In Italia si tratta della Legge 31 maggio 1995, n. 218, il cui articolo 46 si occupa, appunto, del problema di quale sia la legge materiale da applicare in Italia (in particolare, in un giudizio innanzi all’autorità giudiziaria italiana), per una successione ereditaria dal tema internazionalistico. Più segnatamente, con la presenza di elementi di internazionalità (vale a dire se una successione non presenti caratteri di internazionalità, ma abbia solo elementi di diritto italiano), il diritto applicabile è evidentemente quello italiano, senza doversi porre problemi di diritto internazionale privato. Si pensi alla morte di un cittadino italiano, residente in Italia, che lascia congiunti italiani e beni collocati in Italia).
Ebbene, la prerogativa del Regolamento n. 650/2012 è proprio quella di superare le diverse norme di diritto internazionale privato vigenti nei Paesi UE in materia di successione mortis causa, sostituendole con nuove norme di diritto internazionale privato, finalmente uniformi per tutti i Paesi UE.

In particolare, per noi italiani, con il Regolamento si ha un grande cambiamento dello scenario che veniva delineato, nella vigenza della Legge n. 218/1995, nel caso di una successione a causa di morte che presentasse elementi di internazionalità. Fino al 17 agosto 2015, infatti, il criterio di “collegamento”, utilizzato dalla legge italiana per individuare la legge applicabile a una successione internazionale, era quello della “nazionalità” del defunto. Se il decesso di una persona, invece, è avvenuto dopo il 16 agosto 2015, il criterio di collegamento (e cioè la metodologia che la legge usa per stabilire quale sia la legge applicabile) ha subito un cambiamento radicale, posto che il Regolamento n. 650/2012 lo stabilisce con riferimento al nuovo concetto di “residenza abituale” del defunto.

                                                                   

                                                                                          Avvocato Iacopo Maria Pitorri