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La successione mortis causa nel diritto internazionale privato

Spiegata dall’avvocato Iacopo maria pitorri

Una complessa materia in ambito di diritto internazionale privato, evidenzia l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, è senz’altro quella delle successioni per causa di morte. Basti pensare, invero, che, quando si affronta il tema della successione degli stranieri, vanno presi in considerazione gli articoli 46 e seguenti della Legge 218/1995 e il Regolamento UE n. 650/2012, in materia di successioni e di creazione di un certificato successorio europeo, entrato in vigore il 5 luglio 2012 ( ma che si applica alle persone decedute alla data o dopo il 17 agosto 2015).

Fondamentalmente, chiarisce l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri il diritto europeo non abroga la normativa nazionale, ma, per quanto incompatibile con esso, la rende non applicabile. Sotto il profilo formale, quindi,  tutte le norme della L. 218/1995 sono ancora in vigore, e dovranno essere applicate alle successioni di persone decedute dal 17 agosto 2015, e per tutti gli aspetti non regolati dal Reg. UE 650/2012.

L’ art. 46 della L. 218/1995, disponendo che “La successione per causa di morte è regolata dalla legge nazionale del soggetto della cui eredità si tratta, al momento della morte”, pone quale criterio generale la legge nazionale. Il regolamento europeo, al contrario, dispone che “sono competenti a decidere sull’intera successione gli organi giurisdizionali dello Stato membro, in cui il defunto aveva la residenza abituale al momento della morte” (art. 4), secondo il più generale criterio internazionalprivatistico dell’ultima residenza o domicilio abituale.

Nell’analizzare la Legge 218/1995, l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri specifica che il soggetto della cui eredità si tratta può sottoporre, con dichiarazione espressa in forma  testamentaria, l’intera successione alla legge dello Stato in cui risiede. La scelta non ha effetto se al momento della morte il dichiarante non risiedeva più in tale Stato. Nell’ipotesi di successione di un cittadino italiano, la scelta non pregiudica i diritti che la legge italiana attribuisce ai legittimari residenti in Italia, al momento della morte della persona della cui successione si tratta. Rappresenta l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri che la divisione ereditaria è regolata dalla legge applicabile alla successione, salvo che i condividenti, d’accordo fra loro, abbiano designato la legge del luogo d’apertura della successione o del luogo ove si trovano uno o più beni ereditari.

In merito, invece, alla capacità di disporre per testamento, di modificarlo o di revocarlo, questa è regolata dalla legge nazionale del disponente, al momento del testamento, della modifica o della revoca.  Sottolinea l’Avvocato Iacopo Maria  Pitorri che il  testamento è valido, quanto alla forma, se è considerato tale dalla legge dello Stato nel quale il testatore ha disposto, ovvero dalla legge dello Stato di cui il testatore, al momento del testamento o  della morte, era cittadino, o dalla legge dello Stato in cui aveva il domicilio o la residenza. Quando la legge applicabile alla successione, in mancanza di successibili, non attribuisce la successione allo Stato, i beni ereditari esistenti in Italia sono devoluti allo Stato italiano.

L’Avvocato Iacopo Maria Pitorri rammenta che, in  materia successoria la giurisdizione italiana sussiste, innanzitutto, se il defunto era cittadino italiano al momento della morte; se la successione si è aperta in Italia; se la parte dei beni ereditari di maggiore consistenza economica è situata in Italia; poi se  il convenuto è domiciliato, o residente in Italia, o ha accettato la giurisdizione italiana, salvo che la domanda sia relativa a beni immobili situati all’estero; infine se la domanda concerne beni situati in Italia.

Il Regolamento UE n. 650/2012, relativamente alla materia di successioni e di creazione di un certificato successorio europeo, interviene al fine di fornire  la certezza del diritto ai beneficiari di successioni internazionali, evitare decisioni contrastanti e semplificare le procedure da intraprendere. E’ volto a stabilire le norme di livello comunitario sulla competenza giurisdizionale, e sulla legge applicabile in materia di successione nell’Unione, nonché le norme sul riconoscimento e sull’esecuzione delle decisioni emesse in un paese dell’UE e l’accettazione e l’esecuzione degli atti legali rilasciati in un paese dell’UE.

Detto regolamento, continua l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, prevede anche  l’utilizzo di un  certificato successorio europeo, da parte degli eredi, legatari ed esecutori testamentari o amministratori dell’eredità per invocare il loro stato, e/o per esercitare i loro diritti in un altro paese dell’UE.

Per ciò che concerne la sua applicazione, evidenzia l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, avviene in tutti i paesi dell’UE, ad eccezione del Regno Unito, Irlanda e Danimarca, che continueranno ad applicare il loro diritto nazionale alle successioni internazionali. Gli altri paesi dell’UE dovranno applicare le loro norme nazionali in materia di riconoscimento e di esecuzione delle decisioni emesse in questi tre Paesi. in merito, invece, alle persone, il regolamento suddetto si applica a tutte quelle decedute alla data, o dopo, il 17 agosto 2015. Infine il regolamento si applica a tutti gli aspetti civili della successione patrimoniale di una persona deceduta.

Non si applica a questioni legate al reddito (ad esempio, questioni fiscali, questioni doganali, questioni amministrative).

Non disciplina, conclude l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, i settori del diritto civile diversi dalla successione, come i regimi patrimoniali tra coniugi, le donazioni e i piani pensionistici.

                                                                   

                                                                                          Avvocato Iacopo Maria Pitorri