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Le nuove regole dell’Unione Europea sull’eredità internazionale

Spiegate dall’avvocato Iacopo maria pitorri

È internazionale, spiega l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, qualsivoglia successione a causa di morte, che presenti elementi di estraneità/internazionalità rispetto ad un determinato ordinamento. Non di rado, infatti, può accadere che un “signor x”, per citare un esempio, cittadino belga, residente abitualmente in Italia, lasci in eredità ai propri tre figli due beni immobili, in Inghilterra. Comprendere da quale legge sarà regolata la successione (se quella belga, italiana o inglese), non è semplice. Dal punto di vista pratico, individuare la legge applicabile significa individuare le regole applicabili al caso concreto, tra le quali importante rilevanza assumono quelle sull’imposizione fiscale (alcuni Paesi godono di un regime fiscale più favorevole di altri), quelle sulla ripartizione delle quote ereditarie (in alcuni paesi è possibile la diseredazione in altri no), quelle sulla validità del testamento e sulle procedure di assegnazione dei beni.

La legge applicabile al caso del “signor x”, chiarisce l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri,  sarà individuata secondo le norme di diritto internazionale, in base ad un criterio definito “di collegamento”.

In ambito europeo possiamo affermare che le regole di collegamento in questione sono state tutte da tempo uniformate per i paesi europei, in quasi ogni ambito. In altre parole, rappresenta l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, per ciò che concerne qualsiasi paese membro dell’Unione, si applicano gli stessi criteri di collegamento per determinare la legge applicabile ad una vendita internazionale di merci, ovvero ad un trasporto internazionale, qualora le parti interessate non l’abbiano espressamente pattuita nel contratto.

In materia di successione internazionale è il Regolamento UE 650/2012 che fa da nucleo focale per fissare un nuovo criterio di collegamento europeo.   Entrato in vigore il 17 agosto del 2015, costituisce il diritto privato internazionale uniforme, nelle successioni a causa di morte, in tutti i paesi dell’Unione Europea, fatta eccezione per Inghilterra, Irlanda e Danimarca. Secondo il Regolamento 650/2012, invero, il giudice competente, e la legge applicabile in caso di successione, sono quelli di abituale residenza del defunto (criterio di collegamento uniforme per l’UE, salvi i paesi sopra indicati). In precedenza, invece, l’art. 46 della legge di diritto internazionale privato italiano n.218/1995, stabiliva che la legge applicabile dovesse essere quella relativa alla cittadinanza del defunto.

Se ne deduce, per tonare all’anzidetto esempio, che la  successione del “signor x” sarà, quindi, regolata dalla legge italiana, in quanto luogo di residenza del defunto. Qualora non sorgano vertenze, gli eredi potranno, quindi, ricevere in eredità i beni immobili loro pervenuti, applicando la normativa italiana sulle successioni.

Grazie al nuovo Regolamento europeo, pertanto, ricorda l’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, si vengono a semplificare le diverse questioni successorie tra (quasi) tutti i Paesi europei.

Cosa accade, invece, qualora vi siano persone residenti in paesi al di fuori dell’Unione Europea? Certamente i criteri di collegamento diversi di diritto internazionale privato, potrebbero far emergere problematiche legali nei differenti Stati. Citando, ancora, un esempio, cosa potrebbe accadere se un cittadino cinese, residente in Italia, decede senza lasciare testamento lasciando figli, con se residenti in Italia, ed altri figli residenti in Cina? In caso di controversia tra i figli residenti nei due paesi, per la determinazione ed attribuzione delle quote ereditarie, i giudici italiani faranno riferimento alla legge italiana e, quindi, al luogo di residenza del defunto; mentre i giudici cinesi potrebbero, invece, applicare un diverso criterio di collegamento, dato, in ipotesi, dalla legge cinese, quale legge della cittadinanza del defunto.

Vista l’importanza del concetto di residenza abituale, per individuare la legge ed il giudice competente nell’ambito delle successioni a causa di morte sopra esaminata, occorrerà verificare quali siano i criteri  per stabilire legalmente la propria residenza in un certo luogo.

Il Regolamento n. 650/2012 non fornisce una specifica definizione di residenza, ma richiede, per la sua determinazione due requisiti. Quello della permanenza stabile (criterio oggettivo) in un dato luogo,  e l’intenzione (criterio soggettivo) di voler stabilire la propria residenza in quel luogo.  

Dal punto di vista italiano la “residenza abituale” coincide, in linea di principio, con il “domicilio” del defunto, cioè il luogo ove egli ha vissuto ed ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi (art. 43 del codice civile).

Da un punto di vista operativo, il concetto di residenza abituale è identificato nel territorio con il quale il defunto aveva la più stretta e stabile relazione, tenendo conto delle sedi dei suoi affari ed interessi, della residenza anagrafica, del domicilio, della residenza fiscale e di quant’altro possa considerarsi utile a determinare quale fosse il territorio con il quale esso aveva il collegamento più stretto (presenza di un coniuge e/o figli, attività lavorativa in loco o altrove, disponibilità di un’abitazione, fatture congrue di spese per utenze, rapporti bancari in loco ecc..).

L’Avvocato Iacopo Maria Pitorri spiega, che, a mente del  Regolamento n. 650/2012 il de cuius può scegliere di regolare l’intera successione secondo la legge dello stato in cui ha la cittadinanza al momento della scelta, o al momento della morte, e la sua validità sarà verificata ai sensi di tale legge. Precisa, inoltre, che detta scelta non può mai pregiudicare i diritti degli eredi residenti in Italia, al momento della morte del defunto, in tema di quota di legittima, qualora pretermessa ai sensi della disciplina della legge scelta (nei paesi anglosassoni è per esempio ammessa la diseredazione).

Considerato, pertanto, alla luce di quanto sopra esposto, che in tema di successione internazionale possono emergere non pochi profili di complessità, dettati dalla diversa cittadinanza e/o residenza dei soggetti coinvolti, e dalla localizzazione dei beni del defunto in diversi Paesi, riassumendo, il primo passo da compiere è indubbiamente quello di individuare la legge applicabile al caso concreto, questione che non sempre si presenta di facile e pronta soluzione. Tale operazione è stata agevolata nel contesto europeo con l’adozione del Regolamento n. 650/12 (in vigore dal 17 agosto 2015) ai sensi del quale la legge applicabile, salvo espressa volontà testamentaria, è quella del Paese di residenza abituale del defunto.

                                                                   

                                                                                          Avvocato Iacopo Maria Pitorri